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Talkin'com - LA RICETTA DELL’IMMORTALITA’ DI UN MARCHIO

 

LA RICETTA DELL’IMMORTALITA’ DI UN MARCHIO

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Come fa un marchio ad essere glam per sempre? Com’è possibile che ci siano in circolazione, appetiti e appetibili da tutti, oggetti di uso comune e quotidiano che hanno festeggiato anche i 150 anni di età, ma che nessuno si azzarda a definire ‘vecchi’.

Nell’elenco degli oggetti di moda che continuano a farsi desiderare anche dopo un secolo, ci sono ad esempio i decolletees bicolore di Chanel (hanno 57 anni); l’Omega Seamaster di James Bond (65 anni); gli stivali 5050 di Stuart Weitzman (20 anni); la linea Hugo di Hugo Boss (20 anni); Chloe (60 anni); la borsetta Knot Bottega Veneta (30 anni); Pepe Jeans London (40 anni). E ancora: le Lacoste (80 anni); i Levi’s 501 (140); i mocassini Gucci (60); gli orologi Tissot (160); i boots Timberland (40); il cappotto cammello di Max Mara (32 anni); le Creepers, i nabuk che furono dei paninari e oggi festeggiano i 40.

Gli oggetti di culto sono forme culturali. E per diventare tali devono aver raggiunto tre livelli: il primo è dato dalle forti caratteristiche estetico-funzionali dell’oggetto stesso che deve, soprattutto, rispondere ai requisiti essenziali che gli si richiede. Il secondo è dato dall’immaginario: gli oggetti-icona sono sempre aspirazionali, vale a dire che tutti desidererebbero averne uno. Il terzo livello, il più importante, è dato dalla simbologia che l’oggetto rappresenta. Il Maggiolone della Volkswagen, ad esempio, è l’emblema degli anni 60, del mondo culla di una nuova gioventù, di una vera e propria rivoluzione culturale che ha coinvolto i giovani di tutto il pianeta. Ed è chiaro che anche nel suo remake, ci si riallaccia a questi determinati valori.

Anche se la moda, per antonomasia, è votata per sua natura al cambiamento, alcuni oggetti-chiave restano comunque sempre sulla cresta dell’onda perché entrano, di diritto, nel nostro patrimonio di conoscenze indelebili e senza tempo. E poi i brand non nascono mai a caso, sono frutto della cultura e dei punti di forza del Paese che li produce.


 

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